Il termine Mobbing deriva dal verbo inglese “to mob“, che spesso viene usato nell’ambiente della caccia. Questo verbo significa “accerchiare la vittima per poterla attaccare o aggredire“. Il mobbing per definizione avviene sempre in ambiente lavorativo, dove una o più persone mettono in atto comportamenti volti ad arrecare danno per mezzo di una violenza psicologica intenzionale (il mobbing è sempre motivato) sulla vittima (collega o collaboratore).

Possiamo prendere in considerazione due tipologie di mobbing: 1) uno emozionale che si svolge tra due persone e può essere sia verticale (da un superiore ad un collaboratore) sia orizzontale (tra colleghi) 2) e uno strategico messo in atto dalla gerarchia aziendale per eliminare uno o più elementi scomodi.

Gli effetti del mobbing sono devastanti sulla vittima che potrebbe manifestare un calo drastico nei livelli di autostima, sentimenti di abbandono e inutilità, compromissione dello stato di salute e delle capacità relazionali oppure aspetti più marcatamente psicopatologici come ansiadepressione, disturbi psicosomatici, disturbi del sonno ecc..

Bibliografia

  • Ferrari G., (2012). Manuale di valutazione dello stress e dei rischi psicosociali. Edizioni Ferrari Sinibaldi. Milano.

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