Attacchi di Panico

L’etimologia della parola Panico deriva da Pan, un’antica divinità greca dei boschi, delle selve e dei pascoli. Questa divinità dall’aspetto spaventoso, viene spesso rappresentata come un uomo con le zampe di caprone che si aggira intento ad inseguire le ninfe per spaventarle con urla disumane, generando appunto il panico nelle persone che udivano le sue grida.

Con la denominazione di Attacco di Panico si intende un evento parossistico che esordisce improvvisamente con una risoluzione altrettanto veloce, molto spesso viene descritto come un fulmine a ciel sereno. Tale evento è caratterizzato da un’intensa paura (come quella di morire o di impazzire) e una forte risposta fisiologica. La durata di un Attacco di Panico può variare da alcuni minuti (2 o 3 minuti), fino a 10 o 15 minuti, in alcuni casi può arrivare anche ad un’ora.

Il tratto fondamentale di questo disturbo è l’episodio singolo di Attacco di Panico. La maggior parte dei sintomi è di tipo somatico (10 su 13 come elencati dal DSM-IV-R), mentre solo 3 si riferiscono ad aspetti psicologici. La loro frequenza può essere sporadica-occasionale oppure presentarsi con più frequenza (ogni giorno, qualche volta alla settimana o al mese)

Secondo il DSM-IV-TR (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) l’Attacco di Panico è caratterizzato da almeno 4 dei seguenti sintomi qui sotto elencati, che si sono sviluppati velocemente raggiungendo il loro picco nel giro di 5/10 minuti:

- Palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia

- Sudorazione

- Tremori fini o grandi scosse

- Difficoltà di respiro o sensazione di soffocamento

- Sensazione di asfissia

- Dolore o fastidio al petto

- Nausea o disturbi addominali

- Sensazione di sbandamento, svenimento, instabilità

- Sensazione di irrealtà o sensazione di essere distaccati da se

- Paura di perdere il controllo o impazzire

- Paura di morire

- Sensazioni di torpore o formicolio

- Brividi o vampate di calore 

Dopo la risoluzione dell’Attacco di Panico molte persone si preoccupano per la loro salute fisica, considerano quest’evento come una problematica organica e si rivolgono immediatamente al pronto soccorso o al proprio medico di famiglia.

La maggior parte delle persone che hanno avuto un attacco di panico sperimentano il timore di averne un’altro in una sorta di “angoscia dell’angoscia“, con le preoccupazioni riguardanti le conseguenze di questi attacchi. Alcune persone per paura di andare incontro ad altri attacchi, evitano di uscire da sole, manifestando inoltre quella che viene definita Agorafobia (paura degli spazi aperti). In realtà le persone che soffrono di Agorafobia non temono gli spazi aperti, ma bensì le situazioni affollate, ossia tutte quelle situazioni come supermercati, uffici pubblici, mercati ecc.

L’attacco di Panico da un punto di vista psicodinamico rappresenta la crisi della stabilità dell’individuo e il crollo di una maschera di efficienza illusoria che l’individuo indossa nel quotidiano. Quando la percezione di sé idealizzata si trova messa di fronte alla realtà oggettiva dei fatti, queste persone si rendono conto che i due piani sono pressoché inconciliabili ed è proprio dalla percezione di questa discrepanza che potrebbe insorgere un’Attacco di Panico.

La realtà illusoria e idealizzata che ci siamo creati di noi stessi (Falso Sé), legata ad una difficoltà a leggere in maniera adeguata i diversi livelli affettivi, rende precario l’equilibrio del soggetto e minaccia una crisi di stabilità. La crisi di panico viene così a simbolizzare la perdita catastrofica di una sicurezza illusoria, facendo emergere in questo modo i vissuti emotivi più profondi e rimossi, dando all’individuo la percezione di vulnerabilità con la successiva perdita delle “certezze” identitarie.

Le persone più colpite sono di solito adolescenti o giovani adulti che si stanno affrancando/affermando rispetto ai propri genitori. Questa fase di passaggio è fondamentale per poter bilanciare l’asse dipendenza/autonomia e in alcune persone l’Attacco di Panico esplicita proprio questa difficoltà di separazione dove non si riesce a gestire distacco e vicinanza, paura della perdita ed eccessiva dipendenza.    

Bibliografia:

  • Ammaniti M., Manuale di Psicopatologia dell’adolescenza. Raffaello Cortina Editore.
  • Lago L., Bottoni C., Afshar S., Inquadramento degli attacchi di panico secondo la Psicoterapia Psicodinamica Integrata (PPI). Pubblicato su “Minerva Psichiatrica” anno 2007, vol. 48 n°o4 – dicembre.

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