Il termine Alessitimia (Sifneos 1973), mette in rilievo un tratto di personalità caratterizzato da una marcata difficoltà ad esprimere verbalmente le proprie emozioni. Questo termine rinvia ad un disturbo importante della regolazione degli affetti, che ormai viene ritenuto un considerevole fattore di rischio nello sviluppo dei disturbi psicosomatici e altre patologie psicologiche.

Nonostante queste persone riescano a provare tutte le emozioni di base, trovano una notevole difficoltà nel verbalizzarle, descriverle e discriminarle. Emerge una marcata difficoltà nel leggere in maniera evoluta e complessa i propri stati emotivi (mentalizzazione). Questo stato di cose porta queste persone a regolare i propri stati affettivi tramite l’azione, mettendo in atto comportamenti impulsivi o vivendo sul proprio corpo la conseguenza di tali emozioni attraverso sintomi di somatizzazione.

Emerge inoltre una difficoltà nelle relazioni interpersonali, infatti la possibilità di discriminare i propri stati affettivi si traduce nell’impossibilità di riconoscerli anche negli altri. Questa problematica nel rapporto con le altre persone può portare all’isolamento oppure a creare relazioni basate sulla dipendenza dall’altro.

ALESSITIMIA – ovvero una pervasiva difficoltà di introspezione

  • profonda incapacità di discriminare un’emozione dall’altra
  • difficoltà nell’usare un linguaggio metaforico
  • scarsa difficoltà nel provare emozioni positive
  • ridotta espressione facciale
  • tendenza al conformismo
  • ridotta vita onirica o immaginativa
  • forte tendenza a creare relazioni di dipendenza
  • esperire le emozioni solo in via somatica (accelerazione del battito cardiaco, sudorazione ecc.), senza saper spiegare il significato

Fonte: rivista semestrale “Mente e Cura”, N°2/2011

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