Il parere del prof. Luigi Cancrini su “Il Posto delle Fragole”, un film di Ingmar Bergman.

Il posto delle fragole un film diretto da Ingmar Bergman nel 1957 che ricevette numerosi premi. Il film, grazie al quale Bergman ha potuto imporsi sulla scena cinematografica internazionale, è fra i più conosciuti ed apprezzati. Il posto delle fragole, una storia di meditazione sulla vita e sulla morte: è un film che tratta dei ricordi della vita passata e dei rimpianti per le occasioni perdute di un’esistenza più felice ormai non più raggiungibile per l’imminenza della morte.

TRAMA

Il vecchio ed illustre professor Isak Borg viene insignito di un prestigioso premio accademico e dovrà recarsi a Lund per ritirarlo. La sua giornata inizia però con un incubo: egli si trova solo in una città sconosciuta dove gli orologi sono privi di lancette. Un uomo cade a terra afflosciandosi su se stesso e un carro funebre cozza contro un lampione facendo cadere sul selciato la bara che trasporta. Si vede una mano afferrare il professore per il braccio, tirandolo a sé ed egli riconosce nel volto del morto il proprio viso. Al risveglio, dopo aver chiesto la colazione alla governante, decide di non affrontare il viaggio in aereo bensì in automobile e la nuora Marianne si offre di condividere il viaggio con lui.

Una deviazione dell’itinerario conduce i due alla casadove Isak ha vissuto per vent’anni con nove tra fratelli e sorelle e il vecchio si lascia travolgere dai ricordi. Rivede la cugina Sara, da lui un tempo amata, intenta a raccogliere le fragole per lo zio Aron, di cui ricorre l’onomastico. A tavola due sorelline gemelle (una è interpretata da Lara Bergman, la figlia primogenita del regista) raccontano di aver visto il cugino Sigfrid baciare Sara che, piangente, si allontana.

Intanto una giovane, molto somigliante a Sara chiede a Isak un passaggio per sé e due suoi amici. Egli accetta e la vettura riparte; ad una curva avviene uno scontro con un’auto che incrocia quella di Isak e da quella esce, illesa, una coppia che è accolta sulla macchina. Ripreso il viaggio, i due ospiti litigano in modo insopportabile e sono obbligati a scendere.

Lungo l’itinerario si trova la casa della mamma ultranovantenne di Isak e, dopo essersi riforniti di benzina e aver pranzato in una trattoria, dove i due giovanotti discutono con veemenza sull’esistenza di Dio, la vanno a visitare. L’anziana donna, ancora vivace malgrado l’età, mostra a Isak e a Marianne vecchi giocattoli e vecchie foto lamentandosi per la solitudine di cui soffre malgrado il cospicuo numero di nipoti e pronipoti.

Dopo la breve visita, si rimettono in viaggio e, mentre Marianne è alla guida, Isak si addormenta e viene colto da un nuovo incubo. Sara, giovane, lo costringe a guardare in uno specchio il proprio volto di anziano e lo informa che presto dovrà morire. Successivamente gli annuncia che sposerà Sigfrid e va in casa ad accudire il suo bambino. Isak bussa alla porta ma viene ad aprirgli un severo insegnante che lo conduce in una classe e lo interroga contestandogli le risposte e dandogli dell’incompetente. Lo accusa poi di egoismo ed incomprensione e gli infligge come condanna la solitudine.

Quando il professore si risveglia dice a Marianne «Sono morto pur essendo vivo» e Marianne gli confida che i suoi rapporti con il marito sono difficili e che egli non vuole il figlio che lei attende.

Il viaggio ha finalmente termine: Marianne ed Isak arrivano a casa di Evald dove trovano la governante, nel frattempo giunta in aereo. Inizia intanto la cerimonia tra gli squilli di tromba e il suono delle campane e viene letta la formula in latino della premiazione mentre Isak, che sente essere cambiato qualcosa in lui, decide di trascrivere l’esperienza di quella giornata. Durante la sera tratta gentilmente la governante, cerca di far riconciliare la nuora con il figlio e quando si addormenta ricorda ancora i momenti felici dell’infanzia e l’immagine dei genitori.

[Wikipedia]

Il parere del prof. Luigi Cancrini su “Il Posto delle Fragole”, un film di Ingmar Bergman 1 parte

Il parere del prof. Luigi Cancrini su “Il Posto delle Fragole”, un film di Ingmar Bergman 2 parte

 

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